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Si è concluso l’edizione 2019 dell’evento attraverso cui raccontare quella Calabria che a partire dal VII sec. d.C. e per circa cinque secoli, si è popolata di anacoreti e di monaci basiliani in ogni angolo sperduto del suo territorio.

L’evento ha inteso valorizzare il complesso monumentale di San Michele a Santa Maria del cedro (CS) con una mostra che ha raccontato la storia dei basiliani nell’area del Mercurion, ma soprattutto della comunità religiosa sorta intorno al castello di Santa Maria del cedro, e che si è avvalsa anche del supporto tecnologico della realtà aumentata.

Questo innovativo evento culturale ha prodotto anche dei laboratori didattici destinati ai giovanissimi sia di (ri)scoperta delle tradizioni artigianali locali sia di avvicinamento alla pratica dell’orienteering col supporto degli istruttori della polisportiva “Valle Argentino”.

Ecco come la tecnologia trova un applicazione divertente e curiosa anche nella Riviera dei Cedri per un viaggio fascinoso e innovativo che, grazie alla realtà aumentata, permette ai visitatori di ascoltare le storie di un territorio in maniera stupefacente….nel caso specifico con l’ausilio di uno smartphone mentre inquadri un punto, lungo i sentieri del castello, compare, sullo smartphone un attore vestito da monaco che racconta con enfasi la storia del luogo, i suoi viaggi e l’introduzione della cannamele in Calabria.

Il tutto realizzato nell’ambito del progetto Facciamo educazione culturale nel “Castello di San Michele” a Santa Maria del Cedro promosso dalla cooperativa Thyrrenians, co-finanziato dalla Regione Calabria e con la direzione artistica di Angelo Napolitano. Il progetto ha inteso valorizzare il complesso monumentale di San Michele a Santa Maria del cedro, attraverso il racconto innovativo di quella Calabria che a partire dal VII sec. d.C. e per circa cinque secoli, si è popolata di anacoreti e di monaci basiliani in ogni angolo sperduto del suo territorio

Il progetto ha previsto, inoltre, l’allestimento di una mostra attraverso cui raccontare la storia dei basiliani nell’area del Mercurion, ma soprattutto della comunità religiosa sorta intorno al castello di Santa Maria del cedro, e per farlo ci si è avvalsi appulto del supporto tecnologico della realtà aumentata, di laboratori didattici destinati ai giovanissimi sia di (ri)scoperta delle tradizioni artigianali locali (il “ricamo”, la “tessitura” e il “taglio del legno”), sia di avvicinamento alla pratica dell’orienteering col supporto degli istruttori della polisportiva “Valle Argentino” di Orsomarso. Immancabile la contaminazione di altre arti, soprattutto quelle di strada,  con l’esibizione di Gianluca Vetromilo e Marco Rialti dei NUNCEPACE .

Un modo innovativo per raccontare le storie del territorio.

 

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